Foresta Umbra

Sentiero natura
03 luglio 2021

Pur non avendola attraversata lungo l'itinerario principale, pensiamo sia una tappa imperdibile nella visita del Gargano.

E' abbastanza ovvio che in riferimento a questo "sperone" del "tacco d'Italia" si pensi al mare e alla luce accecante del sole. Perciò è tanto più sorprendente ritrovarsi d'un tratto nel folto di un paesaggio che tanto assomiglia a quello alpino. Naturalmente la vegetazione è diversa: pini e abeti sono sostituiti da faggi e querce secolari ma ciò che più impressiona è il repentino passaggio dalla luce all'ombra. Proprio per questo si chiama "Umbra".

Abbiamo lasciato Vieste e percorso la SS89 che scorre a sud dell'area centrale ma in pochi chilometri abbiamo dovuto riporre gli occhiali da sole e accendere i fari. La strada sembrava bagnata anche senza pioggia e ad ogni spazio, parcheggino o area di sosta era forte la tentazione di fermarsi per respirarla ques'ombra, addentrarsi nel folto, appisolarsi sul cuscino di foglie.

Abitiamo nelle prealpi del nord Italia e siamo abbastanza abituati ai boschi, faggete e pinete appena fuori casa. Qui l'effetto è diverso, direi più selvaggio, tenebroso appunto, eppure fantastico proprio nel senso d'invito a fantasticare su possibili avventure e incontri con gli animali che certamente popolano quest' habitat incontaminato. Per certi versi ricorda paradossalmente le foreste del nord europa e le tante fiabe lì ambientate.

Poi, superato il valico, la strada scende tortuosa verso Mattinata e la costa. La vista si apre sulla pianura, il sole ritorna accecante e il mare riappare all'orizzonte tra gli uliveti che popolano i declivi.